30 Settembre 2023

Cookie wall dei giornali online: un caso anche in Austria.

I cookie wall violano il #GDPR ma anche in Austria una testata editoriale online impone l’accettazione dei cookie pubblicitari per permettere la lettura degli articoli, esattamente come Repubblica e Fatto Quotidiano in Italia. I garanti privacy sono già al lavoro per valutare la situazione.

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Nella giornata di ieri, NOYB, l’associazione per i diritti e le libertà degli utenti in internet fondata da Max Shrems, ha annunciato di aver segnalato al Garante della Privacy austriaco il sito web di notizie profil.at per un comportamento apparentemente scorretto nella richiesta dei consensi per i cookies.

In effetti, visitando il sito in questione, ci si presenta un primo banner in cui ci viene chiesto se concedere o meno il consenso per l’utilizzo di cookie per vari scopi; rifiutando ne appare un secondo in cui è possibile rifiutare la trasmissione a terze parti (con tanto di lista dei fornitori dei tracker in uso nel sito web) ma rifiutando anche nel secondo banner, ne appare un terzo – evidentissimo, colorato di rosso, che in modo esplicito dice che il consenso per i cookie dei fornitori mostrati è obbligatorio.

Clicca per ingrandire

Qui diviene evidente che i cookie che profil.at ritiene obbligatori sono cookie di Google Analytics, Google Tag Manager, prodotti pubblicitari Google e di Piano Software Inc. (azienda che si occupa di ecommerce, gestione abbonamenti e profilazione). Il banner in questione non dà scampo: si può soltanto accettare, altrimenti non si può proseguire con la lettura degli articoli.

NOYB ha segnalato questa circostanza al Garante austriaco perché questo modo di ottenere consensi è palesemente errato e produce diverse violazioni del GDPR, fra le quali cookie-wall è la più banale.

Nel mondo dell’editoria online sembra che si siano messi d’accordo per tentare di aggirare il diritto dell’utente a rifiutare cookie traccianti e da noi, addirittura, si è giunti a casi eclatanti come quello de La Repubblica e de Il Fatto Quotidiano, ove il visitatore è messo davanti a un bivio: o accetti i cookie pubblicitari o rifiuti e sottoscrivi un abbonamento.

Dopo essersi alzato un polverone su questa vicenda, il Garante italiano ha annunciato di aver avviato un’istruttoria per verificare se vi siano delle violazioni al GDPR.

Il cookie wall de La Repubblica mostra subito il messaggio incriminato.

Mentre Il Fatto Quotidiano mostra un comportamento subdolo, simile a quello di profil.at: inizialmente appare un cookie wall regolare, in grado di consentire la prosecuzione della lettura senza accettare i cookie.

Tuttavia, appena si clicca su un link per aprire un articolo:

Appare un secondo cookie wall (che offusca la notizia, anche se facendo uno screenshot questa è perfettamente leggibile), ove le opzioni sono proprio queste: accetti i consensi oppure ti abboni.

Giusto per rinfrescare la memoria: questi cookie wall violano il GDPR. E lo fanno in modo palese! Il 4 maggio 2020, infatti, l’EDPB (European Data Protection Board) ha stabilito che

“Affinché il consenso possa essere liberamente prestato, l’accesso ai servizi e alle funzionalità non deve essere subordinato al consenso dell’utente alla memorizzazione di informazioni o all’accesso di informazioni già memorizzate nel terminale dell’utente”

Questo principio è stato ribadito anche nelle nuove Linee Guida del Garante Privacy entrate in vigore il 10 gennaio 2022 e, pertanto, si ribadisce che i cookie wall sono illegali, ancor di più – aggiungo – se questi ti inducono ad accettare la sottoscrizione di un abbonamento per poter fruire dei contenuti del sito web.

Le testate editoriali hanno una posizione parzialmente comprensibile: gli investimenti per la pubblicità online sono diminuiti negli ultimi tempi e loro devono comunque mantenere economicamente un’infrastruttura tecnica e umana di un certo livello; tuttavia, devono anche impegnarsi a individuare forme di sostentamento in linea con le normative vigenti e non questi mezzucci che, oltre tutto, potrebbero trasformarsi in un boomerang e causare un allontanamento dei lettori – è ben noto che online i siti di informazione alternativi abbondano.

A questo punto diventa interessante sapere cosa ne verrà fuori, tanto in Austria quanto da noi.

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